|
|
|
SAN DONATO IN TERRA DI LAVORO, DUE CATASTI A CONFRONTO 1753-1816
La ricerca sulla proprietà terriera a S. Donato Val di Comino, tramite
il catasto onciario e il catasto murattiano, si limita alla enucleazione dei
dati in essi contenuti e analizza solo alcuni aspetti delle problematiche e
degli studi che da essi si evincono, rinviando ad un secondo momento studi più
approfonditi. L’elaborazione fatta può risultare utile per uno studio sullo
sviluppo della vita sociale, politica ed economica del popolo sandonatese negli
ultimi due secoli. Il lavoro è stato suddiviso in più parti: Nella prima parte vengono enucleati i dati contenuti nel catasto
onciario (1741-1753) analizzando il complesso documento (oltre 4000 pagine)
nella sua struttura, settore per settore, dallo status
animarum alla tassa finale. Alla prima parte segue un’appendice nella
quale si riportano i bilanci comunali della metà del XVIII secolo di tutte le
Università della Valle di Comino, e vi si aggiungono i bilanci dei comuni di
Opi e di Pescasseroli, facenti parte della Valle del Sangro, per porre dei
termini di paragone sullo stato di benessere o meno della popolazione di ogni
singola Università. Nella seconda parte vengono analizzati i dati contenuti nel catasto napoleonico (1816) per una ricerca sull’evoluzione della proprietà terriera. Al catasto napoleonico segue un’appendice in cui sono riportati alcuni
articoli che possono essere di aiuto per comprendere la realtà socioeconomica
del paese di San Donato in tempi passati e un articolo di Claudia Cedrone sulla
località Sant’ Fél’ dove sono state riscontrate tracce archeologiche.
Nella terza parte si riportano, in anastatica, alcuni documenti reperiti
negli Archivi di Stato e non presenti nell’Archivio del Comune di S. Donato
Val di Comino. Poiché il lavoro presenta delle difficoltà interpretative per il
lettore non addentrato
all’argomento, nella premessa si riportano i pesi e le misure in uso nel XVIII
secolo, la spiegazione di alcuni termini o locuzioni specifiche e, per ovviare a
quella che potrebbe essere una incomprensione iniziale, brevemente si spiega con
una nota introduttiva perché fu fatto il catasto onciario, anche se nel testo
vengono date spiegazioni più dettagliate. PESI
E MISURE Il 19 giugno 1811 veniva pubblicata la legge che istituiva nel Regno di
Napoli l’adozione del sistema metrico decimale francese. Nell’art. 3. si legge: A contare dall’epoca fissata nell’art. 1 le autorità civili e
militari, le amministrazioni e loro impiegati, i notaj, gli architetti, gli
agrimensori e tutti quelli in generale che avranno un carattere pubblico,
saranno tenuti ad esprimere nel modo prescritto negli articoli precedenti i
valori de’ pesi o delle misure che potranno aver luogo ne’ loro atti, conti,
registri, dichiarazioni, attestati, o altre scritture di qualsivoglia specie che
dovranno o potranno esser prodotte a far pruova. Sarà loro permesso sino a
tutto l’anno 1812, per prevenire ogni errore, di notare, ogni qualvolta lo
riterranno necessario, immediatamente dopo il valor decimale, quello
corrispondente all’attual sistema, soggiungendovi l’indicazione: Antiche misure di Napoli. Il dispositivo di legge era ristretto a professionisti e ad enti
pubblici, ma il popolino continuò ad usare le misure tradizionali che erano
diverse da comune a comune ubicati nello stesso Distretto circondariale. Con
l’unità d’Italia, la legge del 28/7/1861 ragguagliò le misure
‘abusive’ al sistema metrico decimale che fu pubblicato dal Ministero
dell’Agricoltura, Industria e Commercio. Per quanto riguarda il Circondario di Sora, una tavola sinottica
che riporta le antiche misure del Regno rapportate alle nuove misure basate sul
sistema decimale è stata riportata da Pasquale Mastroianni nella Monografia
storica di Campoli Appennino, alle pagine 91-100. Un’interessante monografia su Santopadre, edita nel 1871
dall’abate Benedetto Scafi riporta in maniera molto semplice ed efficace il
metodo per ragguagliare le antiche misure del Regno al sistema decimale. Si
segnala infine il lavoro di Catello Salvati, Misure
e pesi nella documentazione storica dell’Italia del Mezzogiorno. Si riportano i valori decimali di
alcune misure del Regno napoletano che si incontrano nel testo e in uso a San
Donato.
Misure di superficie
1) Tomolo: corrisponde a 3.333 m. q. È notorio che a San Donato
un ettaro di terreno equivale a tre tomoli.
Il tomolo era formato da quattro coppe, la coppa era formata da
quattro quartucci e un quartuccio era formato da dodici canne e mezzo e la canna
corrispondeva a quattordici palmi e tre ottavi. Nel testo i quartucci non vengono
espressi, pertanto l’espressione 20.3.35 va letta: tomoli venti, coppe
tre e canne trentacinque. In sostanza un tomolo era formato da duecento canne.
In San Donato era in uso anche il Mezzetto, che è la metà
del Tomolo.
Misure di capacità per aridi:
1) Tomolo = litri 55.
2) Mezzetto = litri 22.5.
3) Coppa = litri 11.1/2 litri.
Misure di capacità per liquidi:
1) Il Barile : corrisponde a litri 45 ed è formato da 60 Caraffe e
la Caraffa corrisponde a litri 0.750. Misura per olio: lo staio che corrisponde a 11 litri e a poco più di
Kg.10; l’olio si vendeva a peso e ancora oggi è valutato con la misura del
peso.
Moneta di Regno: il Ducato è uguale a lire 4.25. Esso è formato da 10 Carlini, il Carlino è formato da 10 grani, il grano è formato da 12 cavalli, per cui un grano e mezzo è rappresentato così: 1.1/6. Per poter fare delle operazioni conviene ridurre i ducati e i grani a cavalli e prendere questi ultimi come unità di misura.
Es. 38 ducati e 3 grani corrispondono a cavalli 45636. ovvero (38 X 100 + 3) X 12 =
Misure di peso:
le misure più comuni sono il rotolo che corrisponde a Kg. 0.891,
la libbra pari a Kg. 0.32, l’oncia
pari a gr.
26.73 e il trappeso pari a gr.
0.89. Il rotolo era formato da 1000 trappesi, la libbra di 360 trappesi e
l’oncia di 30 trappesi. Per quanto riguarda l’oncia come parametro per stabilire la tassa, il
discorso è alquanto complicato. L’oncia, come scrive Pasquale Villani, è per
l’onciario quello che oggi in materia di finanza si chiama reddito imponibile.
Da una postilla riportata sul frontespizio del catasto onciario di Casalvieri
risulta che: «l’oncia è composta di ducati sei di capitale, e di frutto à
ragione del cinque per cento, l’oncia è composta di trenta tarì che vale a
dire trenta grana e più venti granelli, che vale a dire un tarì, ed è
composto da un grano. Li numeri in fine delle partite sono oncie, tarì e
granelli».
GLOSSARIO Accensione delle candele Atti preliminari
= gli atti preliminari nel catasto onciario riguardano tutte le
operazioni amministrative da farsi, da parte delle Università del
Regno, per la ‘confezione’ del catasto. Questi atti consistevano in:
delibere del parlamento cittadino, fede giurate fatte dagli amministratori,
bilancio preventivo e consuntivo dell’Università, ‘proteste’,
verbalizzazioni e sanzioni comminate ai cittadini che avessero intralciato la
realizzazione del catasto. Tutta la documentazione cartacea relativa agli atti
preliminari doveva essere cucita subito dopo lo Status
animarum per il ‘processo degli atti’.
Attuario Azienda di stato = l’Azienda di stato era la Regia Camera della Sommaria. Bonatenente = nel catasto il ‘bonatenente’ è il forestiero proprietario di beni
terrieri ubicati in una Università della quale non è cittadino. Bottega lorda Capitolo Cellara Colta o Colletta Confezione =
nel dispositivo di legge per la formazione del catasto, per quanto
riguarda gli atti preliminari si parla di ‘cucitura’ di questi documenti per
la formazione del librone dell’onciario e da qui il termine ‘confezione’. Corpo giurisdizionale = il corpo giurisdizionale era il diritto che aveva il padrone del feudo su
una determinata entrata fiscale come il pagamento del pedaggio o della pesca nel
fiume o nel lago. Defenza Donativo
= il donativo era una contribuzione che il Parlamento cittadino accordava
ai governanti o ai sovrani in occasioni particolari come le nozze dei sovrani,
la nascita di un erede al trono. Questi donativi finirono poi per diventare
tasse ordinarie. Esattore Fiscalare e Instrumentario. = l’esattore fiscalare
era la persona addetta alla riscossione dei
tributi per conto della Regia Camera. Egli aveva avuto l’incarico per appalto
o aveva acquistato i titoli di Stato con la rivalsa di riscuotere le tasse
dell’Università destinate all’erario. L’esattore
‘instrumentario’ era invece il soggetto che aveva fatto
prestiti alle Università con pubblici atti notarili (‘instrumenti’). Fare il pieno Fede giurata
= la fede giurata era fatta sulla parola e corrispondeva all’odierna
autodichiarazione. Fida
= tassa che si pagava per l’affitto degli erbaggi montani per il
pascolo. Forestiero abitante = i forestieri che risiedevano nell’Università diventavano cittadini
della stessa dopo dieci anni di dimora. Franchigia Gabella =
tributo o tassa su un particolare genere di consumo. Jus abitationis
= tassa che dovevano pagare i forestieri dimoranti in una Università. Menandro (?) (forse menando) =
convenzione che regola i rapporti tra il proprietario dei terreni e
l’affittuario o il mezzadro. Nel catasto il termine menandro è riferito
soprattutto agli ovini, è da ritenere che il termine menando riferito ai
terreni sia stato esteso anche all’affitto degli animali. Operazioni =
per effettuare operazioni di calcolo con sistemi non decimali è
necessario ridurre le misure all’unità più piccola e fare i calcoli con
questa unità per poter rapportare il risultato alle misure più grandi. Peso
= il ‘peso’ è il debito o la tassa fiscale che sopportava
l’individuo. Procacciolo
|